Marion Jones rischia di finire in galera
Fonte : tgcom.it
Marion Jones ora rischia la galera
Processo a gennaio: ha mentito all’Fbi
Marion Jones rischia grosso. L’ex atleta statunitense, rea confessa di essersi dopata, si è vista revocare tutte le medaglie olimpiche e a gennaio sarà processata dal tribunale di White Plans, nello Stato di New York, con l’accusa di avere mentito all’Fbi e rischia addirittura di finire in prigione. E adesso il Cio ha anche il problema di riassegnare le sue medaglie: “Decideremo più avanti, forse ad aprile“.
La decisione del Cio era prevista da tempo: Marion Jones, rea confessa di avere ottenuto da dopata le cinque medaglie di Sidney 2000, è stata cancellata dall’Albo d’oro dei Giochi australiani. Del resto la 32enne è già stata squalificata per due anni dalla Iaaf, ma il Comitato olimpico non ha ancora sciolto il nodo relativo alla riassegnazione dei tre ori e dei due argenti. Anche perchè nei 100 metri il secondo posto era andato alla greca Ekaterini Thanou, anch’ella squalificata per due anni per avere eluso tre controlli antidoping in occasione delle successive Olimpiadi di Atene 2004: non ha i requisiti morali per vedersi assegnato un oro.
Ad occuparsi della vicenda specifica è la Commissione disciplinare presieduta dal tedesco Thomas Bach, che si pronuncerà prima delle Olimpiadi di Pechino, probabilmente ad aprile. Il doping confessato dalla Jones rischia oltretutto di costare caro alle altre atlete americane che a Sydney scesero in pista con la 4×400 e con la 4×100: a loro il Cio dovrebbe dare la possibilità di esporre le proprie ragioni in un ambito ufficiale.
Il momento della Jones è però particolarmente triste. L’americana non potrà assistere, neanche da ospite, a Pechino 2008. Il Cio le negherà il pass: “Non vogliamo più vederla“, ha chiosato il presidente Jacques Rogge. E da gennaio inizierà a White Plains, nello Stato di New York, il processo per le menzogne raccontate all’Fbi. Una falsa testimonianza che in linea teorica potrebbe costare addirittura il carcere all’ex numero uno della velocità femminile, che ha ottenuto le medaglie incriminate grazie ai prodotti somministrati dal famigerato laboratorio Balco di Victor Conte.