Al giovane attaccante del Manchester City il talento non manca, e non manca neppure un vasto esercito di tifossissimi della prima ora, anche tra gli addetti ai lavori. Quando sulla Gazzetta dello Sport si parla di Balotelli, qualsiasi cosa il ragazzo abbia combinato, buona o meno buona, il foglio rosa trova il modo di esaltarla come una sorta di piccolo miracolo sportivo. Nelle trasmissioni sportive di Rai e Mediaset, Balotelli è sempre presente come il grande talento di cui si esaltano le imprese d’Inghilterra.
Cosi’, se Balotelli non serve a Ibrahimovic la palla che gli consentirebbe di vincere la classifica di capocannoniere, non è un atto di stupido egoismo o la dimostrazione, ennesima, della sua immaturità, ma la prova provata della sua grande “personalità”.
Cosi’, il tour sulle rotte del traffico di droga a Scampia si liquida come una perdonabile ingenuità.
Cosi’, Balotelli, che Roberto Mancini, nel suo club, il Manchester City, fa giocare col contagocce, mandandolo sistematicamente in panchina, è eretto da alcuni giornali, a salvatore della nazionale italiana in vista degli Europei del 2012.
Cosa abbia di cosi’ straordinario questo ragazzo, da meritargli un tanto clamoroso sostegno, è forse materia che esula dal calcio per entrare nella complessa e caotica psicologia delle mode. Gossip e scandaletti nella nostra società sono divenuti motivo di vanto, e non piu’ di vergogna.
Nella prossima amichevole con la Polonia, venerdi’, Balotelli avrà probabilmente la possibilità di giocare uno spezzone di gara.
Gli auguriamo di dimostrare in campo di essere davvero in grado di diventare un campione.
Probabilmente, invece, sarà l’ennesima occasione per constatare che giocatori come Pazzini, Matri e Giovinco (oltre all’infortunato Rossi) non solo non hanno meno talento di lui, ma certamente sono piu’ umili e maturi.



